Tendinopatia della zampa d'oca

La tendinopatia della zampa d'oca è una causa frequente di dolore sul lato interno del ginocchio, appena sotto l'articolazione. Il nome deriva dalla forma a ventaglio con cui i tendini di tre muscoli — sartorio, gracile e semitendinoso — si inseriscono insieme sulla tibia. In questa zona si trova anche una borsa sierosa che può irritarsi, motivo per cui la condizione viene talvolta chiamata borsite della zampa d'oca.
Che cosa succede
I tre tendini contribuiscono a flettere il ginocchio e a controllarne la rotazione, stabilizzandolo sul lato interno. Quando il ginocchio tende a collassare verso l'interno durante il cammino, la corsa o l'accosciata, questi tendini lavorano in eccesso per contrastare il movimento. Il sovraccarico ripetuto produce una sofferenza tendinea e, spesso, l'irritazione della borsa sottostante.
Cause e fattori di rischio
- debolezza dei glutei e scarso controllo dell'anca, con ginocchio che cede verso l'interno;
- aumento rapido del volume di corsa, ciclismo con sella mal regolata, sport con cambi di direzione;
- rigidità degli ischiocrurali e degli adduttori;
- artrosi del compartimento interno del ginocchio, molto spesso associata;
- sovrappeso e diabete, entrambi correlati a una maggiore incidenza;
- iperpronazione del piede e dismetria degli arti inferiori;
- ripresa dell'attività dopo un lungo periodo di inattività.
Sintomi
Il dolore è ben localizzato sulla faccia interna della tibia, circa quattro-cinque centimetri sotto la rima articolare, e la zona è chiaramente dolente alla pressione. Peggiora salendo e scendendo le scale, alzandosi da seduti, durante la corsa e dormendo con le ginocchia a contatto. Può comparire un modesto gonfiore locale. A differenza di una sofferenza meniscale, non ci sono blocchi articolari né cedimenti veri.
Diagnosi
La diagnosi è clinica e si fonda sulla localizzazione precisa del dolore alla palpazione e sulla riproduzione del sintomo con la flessione resistita del ginocchio e l'adduzione dell'anca. L'ecografia conferma l'ispessimento tendineo o la distensione della borsa. La risonanza magnetica serve quando occorre distinguere il quadro da una lesione del menisco interno, da una sofferenza del legamento collaterale mediale o da una artrosi avanzata, condizioni che possono anche coesistere.
Trattamento fisioterapico
Fase iniziale
Si riducono temporaneamente le attività che riproducono il dolore, in particolare le salite e i chilometri di corsa, senza sospendere il movimento. Sono utili tecniche manuali sui tendini e sulla muscolatura mediale della coscia, laser ad alta potenza, tecarterapia e, nelle forme resistenti, onde d'urto. Un cuscino tra le ginocchia durante la notte riduce l'irritazione meccanica.
Rinforzo
Il programma parte da isometrie dei flessori del ginocchio e progredisce verso un lavoro eccentrico e concentrico a carico crescente. Si associa sempre il rinforzo di glutei e abduttori dell'anca, perché il controllo del ginocchio nel piano frontale è il vero fattore correttivo.
Controllo motorio e appoggio
Si rieduca l'allineamento del ginocchio negli affondi, nelle salite e nell'atterraggio. Nei ciclisti si verifica l'altezza e l'arretramento della sella; nei runner si valuta l'appoggio del piede e, quando indicato, si considera un plantare o un esame baropodometrico.
Mobilità
Si lavora sull'estensibilità di ischiocrurali e adduttori, che nella maggior parte dei casi risultano rigidi e contribuiscono alla trazione sull'inserzione.
Tempi di recupero
Le forme recenti migliorano in genere in quattro-sei settimane. Quando coesiste una artrosi del compartimento interno il percorso è più lungo e l'obiettivo diventa la gestione del carico nel tempo, con un programma di esercizio da mantenere anche dopo la scomparsa del dolore. Come per tutte le tendinopatie, la progressione graduale del carico è più efficace del riposo.
Contenuto a scopo informativo. Non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario.