Sindrome femoro-rotulea

La sindrome femoro-rotulea è la causa più comune di dolore anteriore al ginocchio, soprattutto negli adolescenti, nelle donne e in chi corre. Il dolore nasce dall'articolazione tra la rotula e il solco femorale su cui scorre: quando questo scorrimento non è ottimale o quando il carico che vi transita è superiore alla tolleranza dei tessuti, compare il tipico dolore attorno o dietro alla rotula.
Che cosa succede nell'articolazione
Durante la flessione del ginocchio la rotula si incastra progressivamente nel solco femorale e la pressione tra le due superfici aumenta molto: salire le scale o accosciarsi genera forze diverse volte superiori al peso corporeo. Se il controllo muscolare dell'anca e del quadricipite non è adeguato, il femore ruota internamente sotto la rotula e la distribuzione del carico diventa irregolare. Non è necessario che la cartilagine sia danneggiata: la maggior parte delle persone con questa sindrome ha una cartilagine sostanzialmente integra.
Cause e fattori di rischio
- debolezza del quadricipite, in particolare della porzione mediale;
- debolezza degli abduttori ed extrarotatori dell'anca, che lascia collassare il ginocchio verso l'interno;
- aumento rapido del carico di corsa, dei salti o del lavoro in salita;
- rigidità del tratto ileo-tibiale, del retto femorale e dei flessori del ginocchio;
- ridotta flessione dorsale della caviglia, che modifica la meccanica dell'accosciata;
- iperpronazione del piede e alterazioni dell'appoggio;
- alterazioni anatomiche come rotula alta o displasia del solco femorale.
Sintomi
Il dolore è sordo, diffuso attorno alla rotula, difficile da localizzare con un dito. Peggiora tipicamente:
- scendendo le scale, più che salendole;
- accosciandosi o inginocchiandosi;
- dopo essere rimasti seduti a lungo con il ginocchio piegato, il cosiddetto segno del cinema;
- durante la corsa, soprattutto in discesa.
Possono comparire scrosci articolari, senso di cedimento e un modesto gonfiore, mentre il blocco articolare vero non è tipico e deve far pensare ad altre cause.
Diagnosi
La diagnosi è clinica. Si valuta la forza di quadricipite e glutei, il controllo del ginocchio durante lo squat monopodalico e la discesa da un gradino, la mobilità di anca e caviglia e l'appoggio del piede. Le indagini per immagini non sono necessarie di routine: si riservano ai casi con trauma, gonfiore importante, blocco o mancata risposta al trattamento. L'esame baropodometrico può aiutare a interpretare la componente di appoggio.
Trattamento fisioterapico
Ridurre il carico irritante
Nella prima fase si riducono temporaneamente le attività che riproducono il dolore, senza fermarsi del tutto: si modifica la profondità dello squat, si riduce la corsa in discesa, si preferiscono superfici pianeggianti. Possono essere utili taping rotuleo, tecniche manuali e terapie fisiche per il controllo del sintomo.
Rinforzo di anca e ginocchio
È la parte con le evidenze più solide. Il programma combina il rinforzo degli abduttori ed extrarotatori dell'anca con quello del quadricipite, progredendo da esercizi a catena cinetica aperta e ridotto range verso esercizi funzionali in carico. La progressione va dosata sul dolore, che durante l'esercizio non dovrebbe superare un livello lieve.
Controllo motorio e gesto
Si rieduca l'allineamento del ginocchio nei movimenti di salita, discesa, atterraggio e corsa. Nei runner si interviene anche su cadenza e appoggio, quando necessario.
Mobilità e appoggio
Si lavora sulla flessione dorsale della caviglia e sull'estensibilità delle catene anteriore e laterale della coscia. Un plantare, quando indicato, può ridurre il dolore nelle persone con marcata pronazione.
Tempi di recupero
La sindrome femoro-rotulea risponde bene all'esercizio, ma richiede continuità: i primi miglioramenti compaiono in genere entro quattro-sei settimane, mentre la stabilizzazione del risultato richiede tre mesi o più. Interrompere il rinforzo appena il dolore scompare è la causa principale di recidiva.
Contenuto a scopo informativo. Non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario.