
Terapia strumentale
Con terapia strumentale si indica l'insieme delle tecnologie che utilizziamo per accompagnare il percorso riabilitativo: energie fisiche applicate ai tessuti per ridurre il dolore, favorire i processi di riparazione e permettere alla persona di tornare al movimento più rapidamente. Non sono trattamenti a sé stanti: hanno senso quando si inseriscono in un programma costruito dopo una valutazione funzionale e affiancano la terapia manuale e l'esercizio.
Quando la usiamo
La terapia strumentale è particolarmente utile nelle fasi in cui il dolore o l'infiammazione impediscono di lavorare sul movimento: nelle prime settimane dopo un trauma, in una tendinopatia molto irritata, dopo un intervento chirurgico, o in una lombalgia acuta con forte difesa muscolare. In queste situazioni riduce il sintomo abbastanza da rendere possibile la parte attiva del percorso, che resta la componente decisiva per il risultato a lungo termine.
Le tecnologie che utilizziamo
Tecarterapia
Sfrutta un campo elettrico ad alta frequenza per generare calore all'interno dei tessuti, invece che dall'esterno. L'effetto è un aumento della vascolarizzazione locale, un rilassamento della muscolatura contratta e un miglioramento dello scambio metabolico. È indicata nelle contratture, nelle rigidità articolari, negli esiti di trauma e nelle fasi subacute delle tendinopatie. Può essere usata in modalità capacitiva, più superficiale, o resistiva, più profonda, e si combina spesso con il movimento attivo durante la seduta.
Laserterapia ad alta potenza
Il laser Nd:YAG eroga energia luminosa concentrata in profondità, con un effetto analgesico rapido e un'azione di stimolazione sui processi riparativi. È efficace nelle tendinopatie, nelle borsiti, nelle infiammazioni articolari e nelle contratture muscolari profonde. Le sedute sono brevi e il beneficio sul dolore è spesso percepibile già nelle prime applicazioni.
Onde d'urto
Impulsi acustici ad alta energia che agiscono su tendini e inserzioni ossee. Trovano indicazione elettiva nella fascite plantare, nell'epicondilite, nelle tendinopatie calcifiche della spalla, nella tendinopatia rotulea e achillea e nelle pseudoartrosi. Il ciclo tipico prevede tre-cinque sedute a distanza di una settimana, con effetti che continuano a svilupparsi anche nelle settimane successive.
InterX
Sistema di neurostimolazione non invasiva che modula il segnale doloroso interagendo con la risposta della cute. È utile nelle situazioni di dolore acuto e nelle forme in cui la sensibilizzazione del sistema nervoso è predominante, comprese alcune cervicalgie e lombalgie croniche.
Ultrasuonoterapia
Onde meccaniche ad alta frequenza che producono un effetto termico e micromeccanico sui tessuti profondi. Trova ancora spazio nel trattamento di aderenze, esiti cicatriziali e infiammazioni localizzate di strutture superficiali.
Elettroterapia
Comprende correnti antalgiche come la TENS e correnti di stimolazione muscolare. Queste ultime sono particolarmente utili nel post operatorio e dopo periodi di immobilizzazione, quando il muscolo fatica a essere reclutato volontariamente.
Crio-compressione
Associa freddo controllato e compressione pneumatica. È il presidio di riferimento nelle fasi immediatamente successive a un trauma o a un intervento, per contenere gonfiore ed ematoma e accelerare la ripresa del movimento.
Pressoterapia
Compressione sequenziale degli arti che favorisce il ritorno venoso e linfatico. Indicata negli edemi, nella sensazione di pesantezza agli arti inferiori e come completamento dei percorsi di fisioestetica.
Come scegliamo la tecnologia
La scelta non dipende dal nome della diagnosi ma dalla fase in cui si trova il tessuto e dall'obiettivo della seduta. Un tendine molto irritato risponde diversamente da un tendine cronico e poco sintomatico; una contrattura recente richiede un approccio diverso da una rigidità articolare di lunga data. Per questo ogni percorso inizia con una valutazione e viene rivalutato periodicamente, modificando o sospendendo la parte strumentale quando non è più necessaria.
Controindicazioni
Alcune terapie fisiche non possono essere applicate in presenza di portatori di pacemaker, in gravidanza, su aree neoplastiche, in caso di infezioni in atto, trombosi venosa profonda o alterazioni della sensibilità cutanea. La raccolta della storia clinica in fase di valutazione serve proprio a individuare queste situazioni e a scegliere alternative sicure.
Che risultati aspettarsi
La terapia strumentale accorcia i tempi e rende il percorso più tollerabile, ma da sola non modifica le cause del problema: la forza, il controllo del movimento e la gestione dei carichi restano il fattore che determina se il disturbo tornerà. Per questo la proponiamo sempre come parte di un programma che include terapia manuale ed esercizio, con un numero di sedute definito e verificabile.
Contenuto a scopo informativo. Non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario.
Trattamenti
I nostri trattamenti

Dott. Dario Di Sarno
Fisioterapista professionista specializzato in fisioterapia sportiva, disordini ATM, rieducazione posturale e osteopatia. Curriculum












