
InterX
L'InterX è un apparecchio di neurostimolazione interattiva: a differenza di un comune elettrostimolatore, misura la risposta della cute e modifica lo stimolo in tempo reale in base a ciò che rileva. Viene impiegato soprattutto nel dolore persistente che non risponde alle elettroterapie convenzionali.
Che cos'è l'InterX
La sigla sta per Interactive Neurostimulation. Il manipolo viene passato sulla cute e, mentre eroga l'impulso, ne registra l'impedenza, cioè la resistenza che il tessuto oppone al passaggio della corrente.
Il principio pratico è questo: le zone in cui l'impedenza è più bassa corrispondono a punti cutanei ad alta densità di recettori, spesso associati al problema. L'apparecchio li individua, li segnala all'operatore e concentra lì il trattamento, adattando continuamente i parametri dell'impulso.
È questa retroazione continua a distinguerlo da una TENS, che eroga uno stimolo prestabilito e identico per tutta la seduta. Il sistema nervoso si abitua rapidamente a uno stimolo costante; uno stimolo che cambia mantiene invece la risposta più a lungo.
A cosa serve
- ridurre il dolore, compreso quello persistente e di difficile inquadramento;
- individuare le aree cutanee correlate al problema, che non sempre coincidono con la zona in cui si avverte il dolore;
- ridurre lo spasmo muscolare di difesa;
- migliorare la mobilità quando è limitata dal dolore;
- anticipare il lavoro attivo, aprendo una finestra in cui il movimento diventa tollerabile.
Quando è indicato
- dolore cervicale e lombare persistente, come nella cervicalgia e nella lombalgia cronica;
- dolore irradiato lungo l'arto superiore o inferiore;
- dolore post-traumatico che non si risolve nei tempi attesi;
- tendinopatie croniche, compresa la tendinopatia di spalla;
- sacroileite e dolore del cingolo pelvico;
- dolore post-operatorio, in accordo con il chirurgo;
- quadri in cui altre elettroterapie hanno dato risultati insufficienti.
Come si svolge una seduta
Non servono elettrodi adesivi: il fisioterapista appoggia il manipolo direttamente sulla cute e lo muove sull'area interessata, seguendo le indicazioni che l'apparecchio fornisce sui punti a bassa impedenza.
La sensazione è di formicolio o di piccole scariche, regolate sempre entro la soglia di comfort. Una seduta dura indicativamente dai quindici ai trenta minuti. Non serve preparazione e l'attività può riprendere subito.
Spesso l'InterX viene applicato prima della parte manuale o dell'esercizio: la riduzione del dolore ottenuta durante la seduta è la condizione che permette di lavorare sul movimento nella stessa sessione.
Quante sedute servono
Un ciclo tipico è di sei-dieci sedute. La risposta si valuta presto: se dopo tre o quattro applicazioni non c'è alcuna variazione, ha più senso rivedere l'inquadramento del problema che proseguire.
Come ogni trattamento antalgico, l'InterX agisce sul sintomo. Perché il risultato duri, la finestra che apre va utilizzata per la terapia manuale e per la rieducazione motoria, che sono ciò che modifica la causa.
Controindicazioni
- portatori di pacemaker, defibrillatori o altri dispositivi elettronici impiantati;
- gravidanza;
- epilessia;
- neoplasie in atto nell'area da trattare;
- trombosi venosa profonda;
- applicazione in area cardiaca, sul seno carotideo e sulla regione anteriore del collo;
- lesioni cutanee, dermatiti o infezioni nella zona di applicazione;
- alterazioni marcate della sensibilità cutanea.
Domande frequenti
L'InterX fa male?
No. Si avverte un formicolio o una serie di piccole scariche, sempre regolate sulla soglia di comfort. Sui punti più reattivi la sensazione è più intensa ma resta tollerabile.
Che differenza c'è con la TENS?
La TENS eroga uno stimolo predefinito e costante. L'InterX misura la risposta della cute e adatta l'impulso in continuo, individuando i punti su cui concentrarsi.
Dopo quante sedute si sente un miglioramento?
Spesso già durante la prima seduta si percepisce una variazione del dolore. La stabilità del risultato si valuta invece nell'arco del ciclo.
Serve nel dolore cronico?
È una delle sue indicazioni principali, in particolare quando le elettroterapie tradizionali non hanno dato risultati. Resta comunque parte di un percorso che deve comprendere il lavoro attivo.
Si può usare con protesi o mezzi di sintesi?
In genere sì, ma va segnalato in fase di valutazione insieme a eventuali dispositivi impiantati, che invece rappresentano una controindicazione.
InterX a Somma Vesuviana
Lo Studio Di Sarno utilizza l'InterX nella gestione del dolore persistente, all'interno di percorsi riabilitativi personalizzati e sempre preceduti da una valutazione. Puoi consultare gli altri trattamenti disponibili, i servizi di fisioterapia e le patologie che trattiamo, oppure contattarci per fissare un appuntamento.
Contenuto a scopo informativo. Non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario.

Dott. Dario Di Sarno
Fisioterapista professionista specializzato in fisioterapia sportiva, disordini ATM, rieducazione posturale e osteopatia. Curriculum