Elettroterapia

Elettroterapia

L'elettroterapia raggruppa i trattamenti che utilizzano correnti elettriche a scopo antalgico o di stimolazione muscolare. Non è una tecnica sola: sotto lo stesso nome rientrano correnti molto diverse fra loro, e la differenza fra una scelta corretta e una sbagliata sta tutta nel tipo di corrente impiegata.

Che cos'è l'elettroterapia

Il principio comune è l'applicazione di una corrente attraverso elettrodi posti sulla cute. A seconda di frequenza, forma d'onda e intensità si ottengono effetti diversi:

  • TENS (stimolazione elettrica nervosa transcutanea): agisce sulle fibre nervose per innalzare la soglia del dolore. È il trattamento antalgico più diffuso e non produce contrazione muscolare;
  • elettrostimolazione muscolare: provoca la contrazione del muscolo ed è impiegata quando il reclutamento volontario è insufficiente, per esempio dopo un'immobilizzazione;
  • correnti diadinamiche: correnti a bassa frequenza con effetto antalgico e iperemizzante;
  • correnti interferenziali: due correnti a media frequenza si incrociano in profondità, raggiungendo strutture che la TENS non arriva a stimolare;
  • ionoforesi: veicola un farmaco attraverso la cute sfruttando la corrente continua.

A cosa serve

  • ridurre il dolore acuto e cronico;
  • contrastare l'ipotrofia muscolare dopo immobilizzazione o intervento;
  • riattivare il reclutamento di un muscolo inibito dal dolore;
  • ridurre lo spasmo muscolare di difesa;
  • veicolare farmaci localmente con la ionoforesi;
  • migliorare la circolazione locale.

Quando è indicata

  • dolore lombare e cervicale, come nella lombalgia e nella cervicalgia;
  • dolore radicolare irradiato lungo l'arto;
  • ipotrofia del quadricipite dopo intervento o immobilizzazione;
  • tendinopatie e borsiti, per la componente dolorosa;
  • sindrome femoro-rotulea, per il recupero del controllo del vasto mediale;
  • esiti di distorsioni e traumi articolari.

L'elettroterapia va intesa come uno strumento di supporto. Sul dolore è utile per creare una finestra in cui il movimento torna possibile; sul muscolo serve a riavviare un reclutamento che poi va consolidato con l'esercizio attivo. La contrazione indotta dall'elettrostimolatore non allena il controllo motorio, che è ciò che protegge davvero l'articolazione.

Come si svolge una seduta

Gli elettrodi vengono posizionati sulla zona da trattare secondo lo schema previsto dal protocollo. L'intensità viene aumentata gradualmente fino alla soglia indicata: formicolio percepibile ma non fastidioso per le correnti antalgiche, contrazione visibile e non dolorosa per l'elettrostimolazione.

La seduta dura indicativamente dai venti ai trenta minuti. La persona resta comoda e può segnalare in ogni momento variazioni della sensazione: la percezione tende a ridursi con l'adattamento, e i parametri vengono rivisti di conseguenza.

Quante sedute servono

Sul dolore acuto un ciclo di otto-dieci sedute è la norma. Sul recupero muscolare i tempi sono più lunghi e seguono l'andamento del programma di rinforzo.

Nelle forme croniche, in particolare nel dolore neuropatico, l'elettroterapia convenzionale dà spesso risultati limitati: in quei quadri si valutano tecnologie con parametri modulati, come la terapia FREMS o l'InterX.

Controindicazioni

  • portatori di pacemaker, defibrillatori o altri dispositivi elettronici impiantati;
  • gravidanza;
  • epilessia;
  • neoplasie in atto nell'area da trattare;
  • trombosi venosa profonda;
  • applicazione in area cardiaca, sul seno carotideo e sulla regione anteriore del collo;
  • lesioni cutanee, dermatiti o infezioni nella zona degli elettrodi;
  • alterazioni della sensibilità cutanea, che impediscono di riferire correttamente lo stimolo;
  • allergia nota ai materiali degli elettrodi o, nella ionoforesi, al farmaco impiegato.

Domande frequenti

L'elettroterapia fa male?
No. Si percepisce un formicolio o una contrazione. L'intensità viene sempre regolata sotto la soglia del fastidio: se diventa dolorosa va segnalata subito.

La TENS serve davvero?
Sul dolore ha un effetto reale ma temporaneo e sintomatico. È utile per rendere possibile il movimento, non per risolvere la causa del problema.

L'elettrostimolazione fa aumentare la massa muscolare?
Aiuta a contrastare l'ipotrofia quando il muscolo non si attiva bene, per esempio dopo un intervento. Non sostituisce però l'allenamento contro resistenza in una persona sana.

Si può usare con una protesi metallica?
In genere sì, ma la valutazione dipende dalla sede della protesi e dal posizionamento degli elettrodi. Va sempre segnalata.

Posso usare un elettrostimolatore domestico?
Gli apparecchi in commercio funzionano, ma l'efficacia dipende dal posizionamento degli elettrodi e dai parametri scelti. Farsi indicare schema e impostazioni durante il percorso evita di usarli senza risultato.

Elettroterapia a Somma Vesuviana

Lo Studio Di Sarno utilizza l'elettroterapia all'interno di percorsi riabilitativi personalizzati, sempre preceduti da una valutazione fisioterapica. Puoi consultare gli altri trattamenti disponibili, i servizi di fisioterapia e le patologie che trattiamo, oppure contattarci per fissare un appuntamento.

Contenuto a scopo informativo. Non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario.

Dott. Dario Di Sarno
Fisioterapista

Dott. Dario Di Sarno

Fisioterapista professionista specializzato in fisioterapia sportiva, disordini ATM, rieducazione posturale e osteopatia. Curriculum