Fisioterapia sportiva

Fisioterapia sportiva

La fisioterapia sportiva si occupa di chi pratica attività fisica a qualsiasi livello: dal professionista all'amatore che corre tre volte a settimana. L'obiettivo non è soltanto far guarire un infortunio, ma riportare l'atleta a esprimere il proprio gesto in sicurezza e ridurre la probabilità che il problema si ripresenti. Per questo il percorso non finisce quando il dolore scompare, ma quando i test di ritorno allo sport sono superati.

Perché lo sport richiede un approccio diverso

Un tessuto guarito non è un tessuto pronto a competere. Dopo un infortunio la forza, la potenza, la capacità di assorbire i carichi rapidi e la fiducia nel gesto restano ridotte molto più a lungo del dolore. Rientrare basandosi solo sull'assenza di sintomi è il motivo più comune di recidiva, in particolare nelle lesioni muscolari degli ischiocrurali e nelle distorsioni di caviglia e ginocchio.

Le fasi del percorso

1. Valutazione

Si ricostruisce il meccanismo dell'infortunio, il carico di allenamento nelle settimane precedenti, la storia di infortuni pregressi. Si esamina la mobilità articolare, la forza dei distretti coinvolti e di quelli a monte e a valle, il controllo del movimento in appoggio monopodalico e la qualità dell'atterraggio dopo un salto.

2. Fase acuta

Si controlla il dolore e si limita l'edema con crio-compressione, terapia manuale e terapie fisiche mirate. Si mantiene attivo tutto ciò che può essere allenato senza interferire con la guarigione: la regola è ridurre il carico sulla struttura lesa, non fermare l'atleta.

3. Recupero della funzione

Si ripristinano mobilità completa e forza di base, con progressioni di carico graduali. In questa fase si affrontano anche i deficit preesistenti che hanno contribuito all'infortunio: una caviglia rigida, un gluteo debole, un controllo del tronco insufficiente.

4. Ricondizionamento atletico

Si introducono velocità, pliometria, cambi di direzione, decelerazioni e lavoro sulla resistenza specifica. È la fase più impegnativa e la più spesso saltata: senza di essa il muscolo torna forte ma non torna rapido, e la rapidità è ciò che serve nel gesto sportivo.

5. Ritorno allo sport

Il rientro si decide su criteri oggettivi: simmetria di forza tra i due arti, prestazione nei test di salto, capacità di sostenere il volume di allenamento, assenza di sintomi nelle ventiquattro ore successive. Il passaggio al gioco o alla gara avviene per gradi, concordato con l'allenatore o il preparatore.

Gli infortuni che trattiamo più spesso

  • Lesioni muscolari: stiramenti e strappi di ischiocrurali, polpaccio, adduttori e retto femorale;
  • Distorsioni di caviglia, con particolare attenzione al recupero del controllo propriocettivo e della flessione dorsale;
  • Distorsioni e ricostruzioni del legamento crociato anteriore, sia nella fase pre operatoria sia nel lungo percorso successivo;
  • Tendinopatie rotulea, achillea, dell'anca e della spalla;
  • Pubalgia e dolori inguinali dell'atleta;
  • Sindrome femoro-rotulea e dolori anteriori di ginocchio nel runner;
  • Sovraccarichi della spalla negli sport overhead: nuoto, pallavolo, tennis;
  • Lombalgie dello sportivo, frequenti negli sport di forza e di rotazione.

La gestione del carico

Molti infortuni non nascono da un gesto sbagliato ma da un aumento troppo rapido del carico settimanale. Nel percorso dedichiamo tempo a costruire una progressione sostenibile: incrementi graduali del volume, distribuzione dei picchi nella settimana, attenzione a sonno e recupero. È il fattore modificabile con il maggiore impatto sul rischio di ricaduta.

Prevenzione e ottimizzazione

La fisioterapia sportiva non serve solo dopo un infortunio. Una valutazione periodica permette di individuare asimmetrie di forza, limitazioni di mobilità e deficit di controllo prima che diventino un problema, e di costruire un programma di prevenzione da inserire nel riscaldamento. Nei runner l'analisi dell'appoggio con esame baropodometrico completa il quadro.

Tempi indicativi

I tempi dipendono dal tessuto: una lesione muscolare di primo grado richiede in genere due-tre settimane, una di secondo grado quattro-otto, una tendinopatia tre-sei mesi di lavoro progressivo, una ricostruzione del crociato anteriore nove-dodici mesi prima del rientro completo. Sono riferimenti, non scadenze: la decisione finale si basa sui criteri funzionali, non sul calendario.

Contenuto a scopo informativo. Non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario.

Dott. Dario Di Sarno
Fisioterapista

Dott. Dario Di Sarno

Fisioterapista professionista specializzato in fisioterapia sportiva, disordini ATM, rieducazione posturale e osteopatia. Curriculum