Onde d'urto

Onde d'urto

Le onde d'urto sono onde acustiche ad alta energia applicate dall'esterno sul tessuto da trattare. In fisioterapia vengono utilizzate soprattutto nelle tendinopatie croniche e nelle calcificazioni, cioè nelle situazioni in cui il tessuto si è fermato in uno stato di riparazione incompleta e non risponde più ai trattamenti convenzionali.

Che cosa sono le onde d'urto

Si tratta di impulsi pressori a rapida salita, generati da un manipolo e trasmessi ai tessuti attraverso un gel di contatto. L'obiettivo non è distruggere qualcosa, ma riavviare un processo biologico che si è arrestato.

Lo stimolo meccanico provoca una microlesione controllata che il corpo riconosce come un danno nuovo: la risposta è un aumento del flusso locale, il richiamo di fattori di crescita e la ripresa dell'attività riparativa. È il motivo per cui le onde d'urto funzionano meglio proprio dove il problema dura da mesi.

Esistono due famiglie di apparecchi, che non sono intercambiabili:

  • onde d'urto focali: l'energia converge in un punto preciso e in profondità, indicata per le calcificazioni e per le lesioni ben localizzate;
  • onde d'urto radiali: l'energia si distribuisce a partire dalla superficie su un'area più ampia, indicata per le zone muscolari e per le inserzioni superficiali.

A cosa servono le onde d'urto

Gli effetti documentati riguardano:

  • la riattivazione della riparazione tissutale nei tendini cronicamente sofferenti;
  • la neoangiogenesi, cioè la formazione di nuovi capillari nella zona trattata;
  • la frammentazione dei depositi di calcio, che possono poi essere riassorbiti;
  • un effetto antalgico sulle terminazioni nervose locali;
  • la riduzione delle aderenze e della rigidità del tessuto connettivo.

Quando sono indicate

Le indicazioni principali sono le tendinopatie che durano da più di tre mesi:

Nelle fasi acute, invece, le onde d'urto non sono la scelta corretta: quando il tessuto è già in piena reazione infiammatoria si preferiscono trattamenti come la crio-compressione o la laserterapia YAG.

Come si svolge una seduta

Dopo aver individuato il punto da trattare, il fisioterapista applica il gel di contatto e posiziona il manipolo, aumentando gradualmente l'energia. La seduta dura pochi minuti, indicativamente dai cinque ai dieci per distretto.

Il trattamento è fastidioso ma tollerabile: la sensazione è quella di colpi ripetuti sulla zona dolente, e in genere il punto più sensibile coincide proprio con quello da trattare. L'intensità viene calibrata sulla soglia della persona e non deve mai diventare insopportabile.

Nelle ore successive è normale avvertire un indolenzimento locale, che si esaurisce in un giorno o due. È consigliabile evitare attività sportiva intensa nelle quarantotto ore successive e non assumere antinfiammatori, che interferirebbero proprio con la reazione riparativa che si è voluta stimolare.

Quante sedute servono

Il protocollo abituale prevede da tre a cinque sedute, distanziate di cinque-sette giorni. La distanza fra le applicazioni non è casuale: serve a lasciare al tessuto il tempo di completare il ciclo riparativo prima dello stimolo successivo.

I risultati non si valutano il giorno dopo. Il miglioramento diventa evidente nelle settimane che seguono la fine del ciclo, e per questo la rivalutazione viene fissata a distanza. Le onde d'urto danno il massimo quando sono abbinate a un programma di esercizio terapeutico, in particolare a un lavoro eccentrico progressivo sul tendine trattato.

Controindicazioni

Le onde d'urto sono controindicate in presenza di:

  • gravidanza;
  • terapie anticoagulanti in corso o disturbi della coagulazione;
  • neoplasie nell'area da trattare;
  • infezioni acute dei tessuti molli o dell'osso;
  • trombosi venosa profonda;
  • presenza di cartilagini di accrescimento nella zona di applicazione, quindi nei soggetti in età evolutiva;
  • portatori di pacemaker, per i quali va valutata la sede di trattamento;
  • applicazione diretta su tessuto polmonare, grossi vasi nervosi o sul capo.

Domande frequenti

Le onde d'urto fanno male?
Sono fastidiose durante l'applicazione, soprattutto sul punto più sensibile. Il dolore però si esaurisce con la seduta e l'intensità viene sempre regolata su quanto la persona riesce a tollerare.

Quante sedute servono per una fascite plantare?
In genere da tre a cinque, a distanza di circa una settimana l'una dall'altra. Il risultato va valutato a qualche settimana dalla fine del ciclo, non subito.

Servono davvero contro le calcificazioni di spalla?
Le onde d'urto focali possono frammentare il deposito e favorirne il riassorbimento, ma il risultato dipende dal tipo di calcificazione e dalla sua consistenza. La valutazione ecografica o radiografica precedente è quindi determinante.

Posso allenarmi durante il ciclo?
L'attività leggera si può mantenere, mentre i carichi elevati sul tendine trattato vanno ridotti nelle quarantotto ore successive a ogni seduta. Il programma di esercizio viene calibrato insieme al ciclo.

Le onde d'urto vanno bene per la cellulite?
Esistono protocolli dedicati agli inestetismi cutanei, con parametri diversi da quelli riabilitativi e risultati che dipendono molto dal quadro di partenza. Se ne parla in ambito di fisioestetica, dopo una valutazione specifica.

Onde d'urto a Somma Vesuviana

Lo Studio Di Sarno utilizza le onde d'urto all'interno di percorsi riabilitativi personalizzati, sempre preceduti da una valutazione fisioterapica e abbinati al lavoro attivo. Puoi consultare gli altri trattamenti disponibili, i servizi di fisioterapia e le patologie che trattiamo, oppure contattarci per fissare un appuntamento.

Contenuto a scopo informativo. Non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario.

Dott. Dario Di Sarno
Fisioterapista

Dott. Dario Di Sarno

Fisioterapista professionista specializzato in fisioterapia sportiva, disordini ATM, rieducazione posturale e osteopatia. Curriculum