Sindrome di De Quervain

Sindrome di De Quervain

La sindrome di De Quervain è una sofferenza dei tendini che estendono e abducono il pollice, l'abduttore lungo e l'estensore breve, nel punto in cui scorrono all'interno del primo compartimento estensore del polso. La guaina che li avvolge si ispessisce, lo spazio di scorrimento si riduce e ogni movimento del pollice diventa doloroso sul lato del polso corrispondente al radio.

Che cosa succede nel polso

I due tendini passano in un canale osteo-fibroso stretto, sopra la stiloide radiale. Un uso ripetitivo del pollice, soprattutto associato a deviazione del polso verso il mignolo, aumenta l'attrito e provoca un ispessimento della guaina. L'esame dei tessuti mostra prevalentemente cambiamenti di tipo degenerativo e fibrotico più che una vera infiammazione acuta, il che spiega perché il quadro tenda a persistere se non si modifica il gesto che lo alimenta.

Cause e fattori di rischio

  • uso intenso e ripetuto del pollice: digitazione su smartphone, forbici, cacciaviti, strumenti musicali;
  • sollevamento ripetuto del neonato con le mani a presa sotto le ascelle, motivo per cui la sindrome è frequente nel post partum;
  • variazioni ormonali della gravidanza e dell'allattamento, con ritenzione di liquidi nelle guaine;
  • lavori manuali con presa forte e polso deviato;
  • traumi diretti sulla stiloide radiale;
  • artrite reumatoide e altre condizioni infiammatorie sistemiche;
  • varianti anatomiche del compartimento, con setto che separa i due tendini.

Sintomi

Il dolore si localizza sul lato del pollice del polso, appena sopra la stiloide radiale, e può risalire lungo l'avambraccio o estendersi verso il pollice. Peggiora quando si afferra un oggetto, si gira una maniglia, si strizza un panno o si solleva un peso con il pollice in opposizione. Sono frequenti gonfiore localizzato, sensazione di scatto o scroscio durante il movimento e riduzione della forza di presa.

Diagnosi

La diagnosi è clinica. Il test di Finkelstein, che consiste nel chiudere il pollice nel pugno e deviare il polso verso il mignolo, riproduce il dolore in modo caratteristico. Alla palpazione la zona è dolente e talvolta ispessita. L'ecografia conferma l'ispessimento della guaina, individua l'eventuale setto intracompartimentale e guida la scelta terapeutica. La radiografia serve solo a escludere una rizoartrosi o esiti di frattura della stiloide.

Trattamento fisioterapico

Ridurre il conflitto

Il primo obiettivo è togliere il sovraccarico: si individuano i gesti responsabili e si modificano temporaneamente. Un tutore che immobilizzi pollice e polso in posizione neutra, indossato soprattutto di notte e durante le attività più irritanti, è la misura conservativa più efficace nelle prime settimane.

Terapie fisiche e manuali

Laser ad alta potenza, tecarterapia e ultrasuoni possono contribuire al controllo del dolore. Il trattamento manuale lavora sullo scorrimento dei tendini nella guaina, sulla mobilità del primo raggio e sulla muscolatura dell'avambraccio, spesso ipertonica.

Esercizio progressivo

Superata la fase più dolorosa si introducono esercizi di scorrimento tendineo, poi un rinforzo isometrico ed eccentrico graduale dell'abduzione e dell'estensione del pollice, fino al recupero della forza di presa. Come per tutte le tendinopatie il carico va aumentato lentamente e monitorato sulle ventiquattro ore successive.

Ergonomia e gesto

Si rivede il modo in cui si solleva il bambino, si tiene lo smartphone o si usano gli attrezzi di lavoro, alternando le prese ed evitando la deviazione ulnare sotto carico. È la parte che previene le ricadute.

Quando servono altre opzioni

L'infiltrazione ecoguidata di corticosteroide nella guaina ha buoni risultati nelle forme resistenti e viene valutata dal medico. La chirurgia di apertura del compartimento è riservata ai casi che non rispondono a un trattamento conservativo condotto correttamente per alcuni mesi.

Tempi di recupero

Nelle forme recenti il dolore si riduce sensibilmente in tre-sei settimane con tutore e modifica del carico. Nelle forme che durano da mesi o legate ad attività non modificabili, il percorso può richiedere due-tre mesi. La ripresa dei gesti va graduale: tornare bruscamente all'attività precedente è il motivo più frequente di recidiva.

Contenuto a scopo informativo. Non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario.