Capsulite adesiva

Capsulite adesiva

La capsulite adesiva, conosciuta anche come spalla congelata, è una condizione in cui la capsula articolare della spalla si infiamma, si ispessisce e progressivamente si retrae. Il risultato è una perdita di mobilità che riguarda sia i movimenti attivi sia quelli passivi: la spalla non si muove nemmeno se è qualcun altro a muoverla, ed è questo il segno che la distingue dalle altre patologie della spalla.

Le tre fasi

La capsulite adesiva ha un decorso caratteristico, con tre fasi che si sovrappongono parzialmente.

  • Fase dolorosa (congelamento): dura in genere da due a nove mesi. Il dolore è il sintomo dominante, spesso intenso di notte, e la mobilità inizia a ridursi.
  • Fase di rigidità (congelata): da quattro a dodici mesi. Il dolore si attenua ma la limitazione del movimento diventa marcata e condiziona i gesti quotidiani.
  • Fase di risoluzione (scongelamento): da sei a ventiquattro mesi. La mobilità torna gradualmente, spesso senza recuperare del tutto se non si lavora attivamente sul movimento.

Riconoscere la fase in cui si trova la persona è essenziale, perché il trattamento corretto in una fase può essere controproducente in un'altra.

Cause e fattori di rischio

Nella forma primaria non si individua una causa scatenante. Nella forma secondaria la capsulite segue un evento identificabile: un trauma, un intervento chirurgico alla spalla o al seno, una immobilizzazione prolungata, una tendinopatia della cuffia dei rotatori non trattata.

I fattori di rischio più documentati sono il diabete, che aumenta in modo significativo l'incidenza e peggiora la prognosi, le disfunzioni tiroidee, l'età tra i 40 e i 60 anni e il sesso femminile.

Sintomi

  • dolore diffuso alla spalla, spesso irradiato alla parte laterale del braccio;
  • dolore notturno che impedisce di dormire sul lato interessato;
  • perdita progressiva della rotazione esterna, tipicamente il primo movimento a limitarsi;
  • difficoltà a portare la mano dietro la schiena, a pettinarsi, a prendere oggetti in alto;
  • compensi con la scapola e con il tronco per eseguire i gesti quotidiani.

Diagnosi

La diagnosi è clinica e si fonda sulla limitazione della mobilità passiva in più direzioni, con la rotazione esterna colpita per prima. La radiografia serve a escludere artrosi gleno-omerale o esiti di frattura; la risonanza magnetica non è necessaria di routine ma può mostrare l'ispessimento della capsula e dell'intervallo dei rotatori. Vanno esclusi cause di dolore riferito, in particolare una radicolopatia cervicale.

Trattamento fisioterapico

Nella fase dolorosa

La priorità è il controllo del dolore: mobilizzazioni delicate entro la soglia di tolleranza, tecniche sui tessuti molli, terapie fisiche come laser ad alta potenza e tecarterapia, educazione a mantenere il movimento possibile senza forzare. Insistere con manovre aggressive in questa fase peggiora il quadro. Il medico può valutare una infiltrazione intra-articolare di corticosteroide, che in questa fase ha buone evidenze nel ridurre dolore e accelerare il recupero della mobilità.

Nella fase di rigidità

Qui il lavoro diventa più deciso: mobilizzazioni articolari a fine range, stretching capsulare sostenuto, esercizi di scorrimento e progressivo recupero della rotazione esterna e dell'elevazione. Si aggiunge il rinforzo della cuffia dei rotatori e degli stabilizzatori della scapola, per evitare che la spalla recuperi movimento ma resti debole.

Nella fase di risoluzione

Si consolida il guadagno di mobilità e si torna alle attività, con carichi crescenti e recupero dei gesti specifici del lavoro e dello sport.

Che cosa fare a casa

La costanza conta più dell'intensità: sono preferibili sessioni brevi ripetute più volte al giorno rispetto a una sola seduta lunga. Il calore prima degli esercizi facilita il movimento. Va evitata l'immobilità protettiva, che è il principale fattore di peggioramento.

Tempi di recupero

La capsulite adesiva è una condizione lunga: il decorso naturale può superare i diciotto-ventiquattro mesi. Un percorso fisioterapico impostato correttamente e iniziato presto riduce sensibilmente questi tempi e la quota di limitazione residua. Nelle forme che restano bloccate nonostante il trattamento, lo specialista può valutare la distensione capsulare o la mobilizzazione in anestesia.

Contenuto a scopo informativo. Non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario.