
Fibriolisi
La fibrolisi è una tecnica di terapia manuale strumentale che utilizza ganci di acciaio applicati sulla cute per trattare le aderenze e i punti di scorrimento alterato fra i piani muscolari e fasciali. È indicata quando la limitazione non dipende dalla forza o dall'articolazione, ma dal fatto che i tessuti non scivolano più correttamente l'uno sull'altro.
Che cos'è la fibrolisi
Fra un muscolo e l'altro, e fra muscolo e fascia, esistono piani di scorrimento che permettono al movimento di svolgersi senza attrito. Dopo un trauma, un intervento, un'immobilizzazione o un sovraccarico prolungato, in questi piani si formano aderenze fibrose che limitano lo scivolamento e diventano esse stesse fonte di dolore.
Il fisioterapista utilizza ganci di diverso raggio, che grazie alla loro forma raggiungono i setti intermuscolari più in profondità di quanto possa fare un dito. La manovra individua l'aderenza e la tratta con movimenti brevi e precisi, secondo il metodo formalizzato da Kurt Ekman.
La tecnica si chiama anche diafibrolisi percutanea ed è imparentata con gli approcci di terapia manuale strumentata più recenti, dai quali si distingue per la forma degli strumenti e per la sede del lavoro.
A cosa serve
- liberare le aderenze fra i piani muscolari e fasciali;
- ripristinare lo scorrimento dei tessuti;
- ridurre il dolore legato ai punti di attrito;
- recuperare mobilità quando la limitazione è di origine tissutale;
- trattare le cicatrici post-chirurgiche aderenti;
- ridurre la tensione delle strutture fibrose croniche.
Quando è indicata
- epicondilite e sovraccarichi dell'avambraccio;
- tendinopatia di spalla e rigidità del cingolo scapolare;
- fascite plantare;
- tendinopatia della zampa d'oca;
- sindrome di De Quervain e tendinopatie del polso;
- pubalgia e tensioni degli adduttori;
- cervicalgia con marcata rigidità muscolare;
- esiti cicatriziali post-chirurgici con aderenze;
- rigidità residue dopo immobilizzazione.
Come si svolge una seduta
Il fisioterapista palpa prima con le dita per individuare il piano da trattare, poi appoggia il gancio sulla cute e lo fa scorrere fino a raggiungere il setto interessato. Le manovre sono brevi, ripetute e sempre precedute dalla localizzazione manuale.
La sensazione durante il trattamento è decisa: si percepisce lo strumento che lavora in profondità e sui punti aderenti il fastidio può essere marcato, pur restando tollerabile. La fibrolisi non è una tecnica delicata e questo va messo in conto.
Il trattamento di una singola zona richiede pochi minuti e si inserisce all'interno di una seduta più ampia, insieme alla terapia manuale e agli esercizi di recupero del movimento.
Quante sedute servono
Il ciclo abituale è di cinque-otto sedute, con frequenza di una o due a settimana. È importante non trattare la stessa zona troppo spesso: il tessuto ha bisogno di alcuni giorni per rispondere allo stimolo.
Come tutte le tecniche passive, la fibrolisi restituisce disponibilità di movimento che va poi utilizzata. Il guadagno si mantiene se seguito dalla rieducazione motoria; senza carico progressivo le aderenze tendono a riformarsi.
Controindicazioni
- terapia anticoagulante o disturbi della coagulazione;
- fragilità capillare e tendenza marcata agli ematomi;
- lesioni cutanee aperte, ferite recenti, cicatrici non consolidate;
- dermatiti, psoriasi e infezioni cutanee nella zona da trattare;
- varici ed insufficienza venosa marcata nell'area;
- trombosi venosa profonda;
- neoplasie in atto nella zona;
- fasi infiammatorie acute;
- terapia cortisonica prolungata, per la fragilità dei tessuti.
Domande frequenti
La fibrolisi fa male?
Il trattamento è intenso e sui punti aderenti il fastidio può essere marcato. Deve però restare sopportabile: un dolore acuto indica che va ridotta la pressione.
Possono comparire lividi?
Sì, piccoli ematomi superficiali sono possibili e si riassorbono in pochi giorni. Sono più frequenti nelle persone con fragilità capillare.
Che differenza c'è con il massaggio?
Il massaggio agisce sulla muscolatura in modo diffuso. La fibrolisi raggiunge con i ganci i setti fra i muscoli, in punti profondi non accessibili alle dita.
Quante sedute servono?
In genere da cinque a otto, distribuite su alcune settimane. Le sedute non vanno ravvicinate troppo, perché il tessuto necessita di tempo per rispondere.
Si può fare su una cicatrice chirurgica?
Sì, ma solo a cicatrizzazione completa e su valutazione. È una delle indicazioni in cui la tecnica dà risultati più evidenti.
Fibrolisi a Somma Vesuviana
Lo Studio Di Sarno esegue la fibrolisi all'interno di percorsi di terapia manuale personalizzati, sempre preceduti da una valutazione che stabilisce se la limitazione è di origine tissutale. Puoi consultare gli altri trattamenti disponibili, i servizi di fisioterapia e le patologie che trattiamo, oppure contattarci per fissare un appuntamento.
Contenuto a scopo informativo. Non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario.

Dott. Dario Di Sarno
Fisioterapista professionista specializzato in fisioterapia sportiva, disordini ATM, rieducazione posturale e osteopatia. Curriculum