
Trigger point
Il trattamento dei trigger point si rivolge a quei noduli dolorosi che si formano all'interno di una banda tesa di muscolo e che, se compressi, riproducono un dolore riferito a distanza. È questa caratteristica — il dolore che si manifesta lontano dal punto premuto — a renderli spesso responsabili di sintomi attribuiti ad altre strutture.
Che cosa sono i trigger point
Un trigger point miofasciale è un'area circoscritta di ipersensibilità all'interno di un muscolo contratto. Alla palpazione si avverte come un nodulo duro dentro una fascia di fibre irrigidite, e la pressione provoca un dolore riconoscibile dalla persona: quello che di solito avverte.
Ogni muscolo ha mappe di irradiazione tipiche e riproducibili. Un trigger point del trapezio superiore rimanda dolore alla tempia, uno del piccolo gluteo lungo l'arto inferiore in un modo che può essere scambiato per una sciatalgia. Riconoscere queste mappe è ciò che permette di risalire al muscolo giusto quando la zona sintomatica non è quella del problema.
I trigger point si distinguono in attivi, che danno dolore spontaneo, e latenti, silenti ma capaci di limitare la mobilità e alterare il reclutamento muscolare.
A cosa serve il trattamento
- disattivare il punto e ridurre il dolore locale e riferito;
- ridurre la tensione della banda muscolare contratta;
- recuperare l'escursione articolare limitata dalla contrattura;
- ripristinare un reclutamento muscolare corretto;
- interrompere il circolo fra dolore, contrattura e ulteriore dolore.
Quando è indicato
- cervicalgia e cefalea muscolo-tensiva;
- dolore di spalla, spesso associato alla tendinopatia di spalla;
- lombalgia di origine muscolare;
- dolore gluteo e irradiato all'arto inferiore, da distinguere dalle forme radicolari;
- trocanterite e dolore laterale d'anca;
- epicondilite e dolore dell'avambraccio;
- pubalgia e tensioni degli adduttori;
- dolore mandibolare e dei muscoli masticatori, nei quadri di disfunzione dell'ATM.
Come si svolge una seduta
Il fisioterapista palpa il muscolo per individuare la banda tesa e il punto che riproduce il sintomo. La conferma arriva dalla persona stessa: il dolore evocato è quello che riconosce.
Il trattamento utilizza la compressione ischemica, cioè una pressione sostenuta e progressiva mantenuta finché la tensione cede, associata a tecniche di allungamento e a manovre di terapia manuale sui tessuti circostanti. Al termine si lavora sul recupero dell'escursione completa del muscolo.
La sensazione durante la compressione è di dolore intenso ma tollerabile e in progressiva riduzione. Se non diminuisce entro il tempo di applicazione, la pressione va alleggerita.
Quante sedute servono
Un trigger point recente può disattivarsi in due o tre sedute. Nelle forme croniche servono cicli di sei-otto applicazioni, associate al lavoro sui fattori che li mantengono.
Questo è il punto che decide l'esito: i trigger point si riformano se restano le cause. Posture prolungate, sovraccarichi ripetuti e debolezza muscolare vanno affrontati con la rieducazione motoria, altrimenti il beneficio dura poche settimane. Il taping neuromuscolare può essere applicato come supporto fra una seduta e l'altra.
Controindicazioni
- terapia anticoagulante o disturbi della coagulazione;
- lesioni muscolari recenti in fase acuta;
- infezioni o infiammazioni cutanee nella zona da trattare;
- trombosi venosa profonda;
- neoplasie in atto nell'area;
- fragilità cutanea marcata o terapia cortisonica prolungata;
- soglia del dolore molto bassa, che richiede tecniche alternative meno invasive.
Domande frequenti
Il trattamento dei trigger point è doloroso?
La compressione evoca un dolore intenso, che però deve ridursi progressivamente nell'arco di alcune decine di secondi. Un dolore che aumenta indica che la pressione è eccessiva.
Perché sento male in un punto diverso da quello premuto?
È la caratteristica tipica del trigger point: ogni muscolo ha una mappa di irradiazione riproducibile. Il fenomeno conferma che si è individuato il punto giusto.
Quanto dura il beneficio?
Il sollievo immediato è frequente. La durata dipende dalla rimozione delle cause: senza correggere sovraccarichi e posture, i punti tendono a riformarsi.
È normale avere indolenzimento dopo?
Sì, per uno o due giorni può restare un fastidio locale simile a quello di un allenamento. È una reazione attesa.
Posso trattarli da solo con una pallina?
L'automassaggio può aiutare nel mantenimento, ma solo dopo che i punti sono stati individuati correttamente. Fatto alla cieca rischia di irritare tessuti che avrebbero bisogno di altro.
Trattamento dei trigger point a Somma Vesuviana
Lo Studio Di Sarno tratta i trigger point all'interno di percorsi di terapia manuale personalizzati, sempre preceduti da una valutazione che distingue il dolore miofasciale da altre origini. Puoi consultare gli altri trattamenti disponibili, i servizi di fisioterapia e le patologie che trattiamo, oppure contattarci per fissare un appuntamento.
Contenuto a scopo informativo. Non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario.

Dott. Dario Di Sarno
Fisioterapista professionista specializzato in fisioterapia sportiva, disordini ATM, rieducazione posturale e osteopatia. Curriculum