Dieta Chetogenica

Dieta Chetogenica

La dieta chetogenica (in inglese ketogenic diet, spesso abbreviata in keto diet) è uno schema nutrizionale che riduce drasticamente i carboidrati per portare l'organismo a utilizzare i grassi come fonte energetica principale. Non è una dieta "alla moda": nasce in ambito clinico e, proprio per questo, richiede criteri precisi di applicazione.

Che cos'è la dieta chetogenica

In condizioni normali il glucosio, che deriva dai carboidrati, è il carburante preferenziale dell'organismo. Riducendo i carboidrati sotto una certa soglia, le riserve di glicogeno si esauriscono e il metabolismo passa a utilizzare i grassi.

Dalla loro demolizione si producono i corpi chetonici, molecole che diventano il carburante alternativo per i tessuti, cervello compreso. Questa condizione metabolica prende il nome di chetosi.

La chetosi nutrizionale è un processo fisiologico e controllato, da non confondere con la chetoacidosi diabetica, che è invece una complicanza acuta e potenzialmente grave del diabete non compensato.

Come funziona

Tre elementi definiscono un regime chetogenico:

  • Carboidrati fortemente ridotti, mantenuti sotto una soglia che consente l'ingresso e il mantenimento della chetosi.
  • Proteine calibrate sul fabbisogno individuale. È l'aspetto più frainteso: la dieta chetogenica non è una dieta iperproteica. Un eccesso di proteine viene in parte convertito in glucosio e può ostacolare la chetosi stessa.
  • Grassi come principale fonte energetica, privilegiando quelli di qualità.

L'ingresso in chetosi richiede in genere alcuni giorni dall'inizio del protocollo e dipende dalle riserve individuali e dal livello di attività fisica.

Dieta chetogenica ipocalorica e altre varianti

Sotto lo stesso nome ricadono protocolli diversi tra loro:

  • Chetogenica normocalorica: apporto calorico vicino al fabbisogno. L'obiettivo non è il calo di peso ma l'effetto metabolico della chetosi.
  • Chetogenica ipocalorica: alla riduzione dei carboidrati si aggiunge un deficit calorico, con finalità di dimagrimento.
  • VLCKD: la variante a bassissimo apporto calorico, con finalità clinica, durata definita e supervisione stretta. È la forma più restrittiva.
  • Chetogenica ciclica o mirata: prevede finestre di reintroduzione dei carboidrati, in genere in ambito sportivo.

Scegliere la variante sbagliata rispetto all'obiettivo è l'errore più comune quando il protocollo viene impostato senza una valutazione.

Quando viene utilizzata

Gli ambiti di impiego più consolidati sono:

  • Obesità e sovrappeso, quando è indicata una riduzione del peso in tempi definiti;
  • Sindrome metabolica e insulino-resistenza, all'interno di un percorso medico;
  • Epilessia farmacoresistente, in particolare in età pediatrica: è l'applicazione storica del protocollo, che nasce proprio in questo ambito;
  • Preparazione a interventi chirurgici che richiedono una riduzione del peso;
  • Situazioni specifiche valutate caso per caso dal professionista.

Cosa si mangia

Alimenti previsti:

  • verdure a foglia e ortaggi a basso contenuto di carboidrati;
  • carne, pesce e uova, in porzioni calcolate;
  • oli vegetali di qualità, in particolare olio extravergine di oliva;
  • frutta secca a guscio, in quantità definite;
  • formaggi selezionati, a basso contenuto di lattosio.

Alimenti esclusi:

  • pane, pasta, riso e cereali in genere;
  • legumi;
  • frutta zuccherina;
  • zuccheri, dolci e bevande zuccherate;
  • alcol;
  • tuberi e ortaggi ad alto contenuto di amido.

Effetti collaterali

Nei primi giorni di transizione possono comparire mal di testa, stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione, crampi muscolari, alito acetonico e stitichezza. È un insieme di sintomi noto informalmente come "keto influenza".

Sono manifestazioni legate all'adattamento metabolico e alla perdita di liquidi ed elettroliti che accompagna l'esaurimento del glicogeno. Una corretta idratazione, un adeguato apporto di sodio, potassio e magnesio e un'attenzione all'apporto di fibre ne riducono sensibilmente l'intensità.

Controindicazioni

Il protocollo è controindicato, o richiede una valutazione medica specifica, in caso di:

  • gravidanza e allattamento;
  • diabete di tipo 1 e diabete in terapia insulinica;
  • insufficienza renale o epatica;
  • patologie cardiovascolari significative o eventi cardiovascolari recenti;
  • disturbi del comportamento alimentare;
  • porfiria e alcuni deficit enzimatici rari;
  • età evolutiva, se non in ambito clinico controllato;
  • abuso di alcol.

La presenza di terapie farmacologiche croniche va sempre segnalata: alcune richiedono una rimodulazione da parte del medico.

Differenze con altri regimi

  • Dieta low carb: riduce i carboidrati ma senza raggiungere la soglia che induce la chetosi. È meno restrittiva e più facilmente sostenibile a lungo termine.
  • VLCKD: unisce alla chetosi una restrizione calorica marcata. Ha finalità clinica, durata limitata e richiede supervisione stretta.
  • Digiuno intermittente: agisce sulla distribuzione temporale dei pasti, non sulla composizione. I due approcci possono essere combinati, ma sono meccanismi distinti.

Domande frequenti

Come si chiama la dieta chetogenica in inglese?
Ketogenic diet, abbreviata comunemente in keto diet.

Quanto dura?
Dipende dalla variante e dall'obiettivo. Le forme più restrittive hanno durata definita in partenza; le varianti meno spinte possono essere mantenute più a lungo sotto controllo.

Si perde massa muscolare?
Non se l'apporto proteico è calcolato correttamente e si mantiene uno stimolo muscolare. È il motivo per cui il monitoraggio della composizione corporea è parte del percorso.

Come si verifica di essere in chetosi?
Esistono metodi di misurazione dei corpi chetonici su urine, sangue o respiro. L'interpretazione va fatta insieme al professionista, perché il valore da solo dice poco.

Il peso si recupera al termine?
Dipende quasi interamente dalla fase di reintroduzione dei carboidrati e dal mantenimento successivo. È la parte del percorso che determina la stabilità del risultato.

Si può fare sport?
Sì, con qualche accortezza. Le prestazioni ad alta intensità possono risentire della fase di adattamento; l'attività aerobica di intensità moderata è generalmente ben tollerata.

Il percorso nel nostro studio

Nel nostro studio a Somma Vesuviana il protocollo è seguito dal Dott. Roberto Di Sarno, biologo nutrizionista. La scelta della variante avviene dopo una valutazione completa e l'analisi della composizione corporea con BIA vettoriale, ripetuta nel corso del percorso per verificare che il calo di peso riguardi la massa grassa e per monitorare lo stato di idratazione.

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Contenuto a scopo informativo. Non costituisce prescrizione dietetica né sostituisce la valutazione di un professionista sanitario.

Dott. Roberto Di Sarno
Nutrizionista

Dott. Roberto Di Sarno

Nutrizionista con esperienza sia in ambito clinico che sportivo. L'obiettivo è il raggiungimento di salute e benessere psico-fisico. Curriculum